Giornalisti o inventori?

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  Una visita a Bologna per assaporare l’atmosfera di lavoro di un quotidiano nazionale e per trascorrere due ore… elettrizzanti in compagnia del demiurgo del Museo della Comunicazione. Le cinque classi seconde dell’Istituto Comprensivo Tacchi Venturi di San Severino, in due distinte uscite dirette rispettivamente dalla dirigente Vanna Bianconi e dalla fiduciaria Rita Serrani, si sono recate nel centro bolognese per una giornata da ricordare. Essendo nell’istituto di Secondaria sanseverinate stato proposto per l’anno scolastico 2012-13 il progetto “Giornalisti in carriera”, la visita alla redazione centrale del Resto del Carlino è stata oltremodo utile ed accolta dai ragazzi con curiosità. Una volta giunti a destinazione gli studenti sanseverinati sono stati accolti dal giornalista Marco Tavasani, già inviato speciale nel Kosovo e negli Stati Uniti, e successivamente ritratti per la foto ricordo di rito ed accompagnati in visita nei vari spazi della redazione: dallo sport agli spettacoli, passando per il reparto di “nera”, le redazioni regionali e provinciali ed il settore grafici. Il tutto dopo aver assistito ad un video in cui è stata narrata la storia di uno dei più antichi quotidiani nazionali, nato nel 1885 per volere di quattro dottori in legge, il cui nome è legato ad un fatto sociale (invece di dare il resto di due centesimi a chi pagava un sigaro con una moneta da dieci, cioè un “carlino”, il tabaccaio proponeva al cliente un foglio, poi divenuto l’omonimo giornale), per il quale hanno scritto letterati del calibro di Giosuè Carducci, Giovanni Pascoli e Gabriele D’Annunzio e che basa la capillarità della sua diffusione sulla condivisione di pagine nazionali con La Nazione di Firenze ed Il Giorno di Milano. Oltre a proporre l’ormai doverosa edizione online Quotidiano.net. I ragazzi del Venturi hanno subito scacciato il sonno, derivante dalla levataccia per affrontare la trasferta, con l’interesse per scoprire come si diventa giornalisti e come si articola la vita di un giornalista professionista. Domande alle quali Tavasani ha risposto esaurientemente. Nel pomeriggio intrigante visita al Museo della Comunicazione, creatura dell’istrione Giovanni Pelagalli e patrimonio dell’Unesco, in cui i ragazzi si sono calati nell’epoca delle scoperte legate a tutto ciò che riguarda la comunicazione: dalla pioniera radio di Guglielmo Marconi, intuizione del 1895 che ha cambiato le abitudini di un’intera epoca, ai moderni computer ed apparecchi elettronici di ogni tipo. Per un paio d’ore il tempo si è fermato, gli occhi dei ragazzi sono stati calamitati dallo sguardo magnetico di Pelagalli il quale ha concluso l’esaustivo pomeriggio con un paio di giochi di prestigio applauditissimi. Carichi di sensazioni positive, i ragazzi hanno fatto ritorno a casa soddisfatti per l’ennesima esperienza che la scuola settempedana ha voluto e saputo proporre e magari con il tarlo per il loro futuro: diventare giornalisti o inventori?



   

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