Casa Leopardi

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Quando si dice attaccamento al dovere. O forse, meglio bagnati ma impegnati in lezioni alternative che… sul banco di scuola. Merita comunque una nota di merito l’impegno dei baldi giovani delle terze classi della Secondaria del comprensivo Tacchi Venturi, che hanno sfidato il maltempo, anche se non si trattava del temuto Burian, per visitare casa Leopardi. Tutti i componenti della comitiva, circa un centinaio di alunni, accompagnati dai docenti, non soltanto di lettere, hanno gremito un paio di pullman e si sono recati a Recanati. La pioggia da clima inglese non ha scoraggiato il plotone degli studenti settempedani che, suddivisi in quattro gruppi condotti da guide diverse, hanno potuto ammirare la fornitissima biblioteca del caro Giacomo ed hanno rimuginato a lungo sul fatto che il poeta romantico ne abbia letti almeno 8.500, imparando l’ebraico ed il greco da autodidatta, con metodo comparativo dal latino. Nell’epoca del “tutti connessi sempre e dovunque” e del cartaceo che tramonta, il dato che ha scosso anche le eccellenze studentesche settempedane è stato proprio questo. Peccato per l’impossibilità di visitare fino in fondo il colle dell’Infinito per la transennatura che ha ricordato ferite ancora da sanare e per la brevità della visita alla dimora del poeta, necessaria a causa della ripartizione in quattro gruppi, a cui non ha fatto seguito l’altra a casa di “Silvia”, o se preferite Teresa Fattorini, per il biglietto supplementare non contemplato dal programma. Gli studenti non hanno perso il sorriso, tra un ombrello aperto ed un k-Way arruffato, per la rituale foto di gruppo di fine giornata. Bagnata, ma senz’altro più accattivante della solita mattinata sui banchi.

   

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